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10 luglio 2009
Perchè lo Xinjiang è così prezioso per Pechino? Le Figaro - Traduzione Hurricane 53
Questo pozzo di risorse energetiche, fino ad ora e stato sotto sfruttato in gran parte, ma è fondamentale per lo sviluppo economico futuro della Cina.

Una regione ricchissima di materie prime
L’anno scorso lo Xinjiang è diventato la seconda regione produttrice di petrolio del paese, con 27,4 milioni di tonnellate di grezzo l'anno, cioè uno milione di tonnellate in più rispetto al 2007. Garantisce quasi il 14% della produzione nazionale interna.
Sinopec, primo raffinatore asiatico, intende raddoppiare la sua produzione passando dai 5,36 milioni di tonnellate del 2007 a 10 milioni di tonnellate nel 2010.
Lo Xinjiang fornisce anche un terzo della produzione nazionale di gas naturale, con 24,1 miliardi di metri cubi l'anno. PetroChina, numero uno cinese in campo energetico, intende raddoppiare questa cifra da oggi al 2020, ed in particolare trasportarlo fino a Shanghai. grazie al primo gasdotto che attraversa il paese, che è stato costruito nel 2005.
Prima produttrice di carbone della repubblica cinese, lo Xinjiang concentra il 40% delle riserve nazionali.
Nel febbraio 2008, i geologi hanno scoperto nel bacino di Yili il più grande giacimento d'uranio del paese (10.000 tonnellate). “Una risorsa superiore rispetto ai bisogni energetici cinesi„, spiega Thierry Kellner, ricercatore associato presso il centro studi della Cina contemporanea di Bruxelles.
Fino agli anni ‘90, queste risorse erano ancora poco sfruttate, a causa della distanza della regione e della mancanza di infrastrutture. “Lo Xinjiang è, per certi versi, l'equivalente del far west americano, come una succursale di sviluppo economico della Cina„, riassume Pierre Picquart, esperto in geopolitica e specialista della Cina. “Dopo aver sviluppato le zone costiere, Pechino vuole sviluppare le zone interne, è una scommessa politica„, aggiunge l'esperto.
D’altra parte il regime cinese ne ha fatto una regione molto ricca di energie rinnovabili: un quinto dell'eolico viene prodotto nei parchi di Dabancheng.
Secondo stime ufficiali, nello Xinjiang sono presenti anche almeno138 tipi di minerali. Vi si trova rame, piombo, zinco, ma anche molti metalli preziosi (oro, argento).
Una zona geograficamente strategica
Al confine con l'Afganistan e le ex-repubbliche musulmane dell'ex URSS - Kazachstan, Tagikistan e Kirghisistan - lo Xinjiang si trova al centro delle vie degli idrocarburi.
Con la costruzione nel 2007 dell’oleodotto sino-kazako, che collega Atasu (nel centro del Kazachstan), a Alashankou (ovest della Cina), Pechino è riuscita a rafforzare la sua indipendenza energetica dal petrolio medio-orientale. Ed una volta ultimata la costruzione dell'ultima sezione, i cinesi si saranno assicurati un accesso strategico sul Mar Caspio.
Un’altro enorme progetto: il gasdotto, che collega lo Xinjiang ai campi di gas Turcmeni, al Kazachstan e forse anche all' Uzbekistan, che dovrebbe essere operativo nel 2010. A causa di questa posizione strategica, lo Xinjiang è diventato una grande zona di raffinazione dell’industria petrolchimica.
Ma anche il vecchio Turkestan orientale serve alla Cina sul piano geostrategico. “Storicamente, lo Xinjiang è stato piuttosto una zona tampone, in particolare nel momento dello scisma sino-sovietico. Ma oggi, questo ruolo si è invertito, al punto di diventare un ponte, per permettere a Pechino di proiettare la sua influenza economica e politica verso le regioni adiacenti, nell’Asia del Sud, nel Sud-est asiatico ed oltre, verso il Medio Oriente, raggiungendo l’influenza russa„, aggiunge Thierry Kellner.
“Grazie allo Xinjiang, la Cina punta a stabilire un collegamento con l'Iran, di cui è il principale partner commerciale (nel 2008 il 14,3% delle esportazioni era rappresentato verso l'Iran e le importazioni provenienti dalla repubblica islamica hanno raggiunto il 14,4%)„, spiega lo specialista.
Infine, nella zona si cela la località di esperimenti nucleari di Lop-Nor, che è la più estesa del mondo (100.000 km2). Dal 1964, fino alla moratoria del 1996, sono stati eseguiti in quel luogo una quarantina di esperimenti nucleari. Secondo alcuni esperti il regime realizzerebbe sempre prove balistiche, o batteriologiche.
Lo Xinjiang dispone infine di un tipo di città segreta: Malan, che nasconde un istituto di ricerca di fisica nucleare, che sarebbe stato utilizzato come base nucleare segreta.
Julie Connan - lefigaro.fr - Traduzione Hurricane 53
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| inviato da Hurricane_53 il 10/7/2009 alle 22:0 | |
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